Tech Digest: assistenti AI su smartphone e impatti operativi
- Arriva un approccio multi-assistente sugli smartphone
- Aumenta la necessità di regole su dati inseriti
- Rischio di uso inconsapevole via comandi vocali
- Aggiornare policy BYOD e linee guida AI
- Definire casi d’uso consentiti e vietati
Oggi segnaliamo una novità sull’integrazione di assistenti AI su smartphone, con possibili effetti su flussi di lavoro mobile e gestione delle informazioni. Se usate già strumenti AI in azienda, è un promemoria utile su policy, privacy e standardizzazione.
Samsung integra Perplexity in Galaxy AI (richiamo vocale “hey, Plex”)
Samsung prevede di aggiungere Perplexity tra gli assistenti richiamabili su Galaxy AI, insieme a Bixby o Gemini, con attivazione vocale dedicata. La notizia suggerisce un approccio “multi-assistente”, dove l’utente può scegliere quale AI usare a seconda del compito.
Impatto pratico: più assistenti sullo stesso dispositivo aumentano rischi e complessità di governance.
Conseguenza: servono regole chiare su quali dati aziendali possono essere inseriti negli assistenti vocali.
Micro-azione: aggiornate la policy BYOD/mobile includendo uso di assistenti AI e comandi vocali.
Una sola notizia non fa tendenza, ma indica una direzione: più AI “a scelta” sui dispositivi. Per PMI e professionisti la priorità è ridurre ambiguità: policy, formazione essenziale e un elenco di casi d’uso consentiti (e vietati) per dati e clienti.