Tech Digest: deepfake vocali e fiducia operativa nelle PMI
- Verifica pagamenti con callback su numeri già registrati
- Tratta voce e video come non affidabili
- Imposta doppia approvazione per bonifici e cambi IBAN
- Rivedi permessi su accessi e custodia di asset digitali
- Documenta un processo ripetibile di verifica interna
Due notizie da monitorare oggi: una sulla crescente facilità di falsificare voce e identità con l’AI, l’altra su un caso legale legato a un grande furto di criptovalute. La prima ha implicazioni immediate per procedure interne e pagamenti; la seconda è più di contesto su rischio e deterrenza.
AI come arma: deepfake e clonazione vocale nei processi aziendali
La diffusione di strumenti per generare audio e video realistici rende più semplice impersonare dirigenti o colleghi. L’articolo suggerisce di rafforzare la fiducia non “a istinto”, ma con rituali ripetibili e un processo controllabile per verifiche e approvazioni. Il punto è ridurre gli errori sotto pressione (urgenze, pagamenti, cambi IBAN).
Impatto pratico: aumenta il rischio di frodi “CEO fraud” su bonifici e dati sensibili.
Conseguenza: le richieste urgenti via voce/video non sono più prova affidabile. Micro-azione: introduci un canale di conferma indipendente (callback su numero noto) per pagamenti e cambi dati.
Rilasciato l’hacker del maxi furto Bitcoin: perché conta per la gestione rischio
Il responsabile di un furto di miliardi in Bitcoin, Ilya Lichtenstein, risulta rilasciato dopo poco più di un anno dalla condanna, citando un meccanismo di riduzione pena. Per PMI e professionisti non è un fatto operativo diretto, ma ricorda che il danno da incidenti su asset digitali può essere irreversibile e che i casi giudiziari non “riparano” le perdite.
Impatto pratico: spinge a rivedere controlli su accessi e custodia di asset digitali.
Conseguenza: contare solo su deterrenza e recupero legale è insufficiente. Micro-azione: verifica chi può muovere fondi/chiavi e imposta doppia approvazione e limiti di spesa.
Nei prossimi 30 giorni conviene intervenire su procedure e controlli, più che su strumenti. Priorità: regole di verifica indipendente per richieste “urgenti” e revisione dei poteri di pagamento e accesso, soprattutto se gestite da poche persone.