Tech Digest PMI: agenti AI, retrieval, memoria GPU e casi d’uso
- Valuta integrazioni AI con strumenti usando standard e permessi minimi
- Misura il retrieval su query reali prima di cambiare modello
- Monitora cache e lunghezza prompt per controllare costi
- Confronta tempi di risposta AI e aggiorna aspettative operative
- Standardizza template e checklist per offerte generate con AI
Nel digest di oggi: novità su agenti AI collegati a strumenti aziendali, qualità del recupero dati per RAG, limiti di memoria nelle infrastrutture AI e indicazioni d’uso dall’adozione reale. Focus su cosa cambia nei flussi di lavoro e su micro-azioni attuabili subito.
Claude Code aggiorna il flusso di lavoro con MCP e integrazioni strumenti
L’ecosistema di Claude Code si aggiorna attorno al Model Context Protocol (MCP), uno standard open source per collegare modelli/agent a strumenti esterni in modo strutturato. Per team tecnici significa rendere più ripetibili le automazioni (es. repo, ticketing, documentazione) e ridurre integrazioni “ad hoc”.
Impatto pratico: più facile standardizzare come l’AI interagisce con strumenti interni.
Conseguenza: entro poche settimane può cambiare il modo in cui si orchestrano task ripetitivi di sviluppo e operations.
Micro-azione: mappa 3 strumenti chiave (Git, issue tracker, wiki) e valuta un pilot MCP con permessi minimi.
MongoDB: per AI affidabile conta il retrieval, non solo modelli grandi
MongoDB sostiene che la qualità del recupero dati (retrieval) sia il collo di bottiglia per sistemi agentici e RAG in produzione. Il punto operativo è ridurre risposte “creative” migliorando ricerca, ranking e embedding, invece di aumentare solo la complessità del modello.
Impatto pratico: meno errori nelle risposte quando l’AI usa documenti aziendali.
Conseguenza: i progetti RAG potrebbero richiedere revisione di indicizzazione e valutazione qualità.
Micro-azione: definisci un set di 20 query reali e misura precisione/recall prima di cambiare modello.
Memoria GPU come limite: “token warehousing” per carichi agentici
Con l’AI agentica in produzione emerge un limite infrastrutturale: la memoria, in particolare per gestire le cache (KV) necessarie a conversazioni lunghe e strumenti multipli. L’articolo descrive approcci come il “token warehousing” per gestire meglio questi carichi senza bloccare throughput e latenza.
Impatto pratico: più prevedibilità dei costi e delle prestazioni nei workload AI.
Conseguenza: chi fa inference su GPU potrebbe dover ripensare dimensionamento e policy di sessione.
Micro-azione: monitora lunghezza media dei prompt e picchi di sessione; imposta limiti e fallback.
OpenAI e Cerebras: più capacità di calcolo e minore latenza per inference
OpenAI annuncia una partnership con Cerebras per aggiungere capacità di calcolo e ridurre la latenza dell’inferenza, con l’obiettivo dichiarato di rendere più rapide le risposte in scenari real-time. Per PMI e professionisti l’effetto, se si riflette sui servizi usati, è soprattutto sulla reattività dei flussi conversazionali e degli strumenti integrati.
Impatto pratico: tempi di risposta più stabili in uso quotidiano.
Conseguenza: se i tuoi processi dipendono da chatbot/assistenti, potresti rivedere SLA interni e attese.
Micro-azione: registra tempi medi di risposta ora; ripeti il test tra 2 settimane.
Caso d’uso: team sales snello e workflow con AI per preparazione offerte
Un caso studio descrive come una forza vendita “lean” abbia usato workflow con AI per ridurre il tempo di preparazione e migliorare la personalizzazione delle proposte. Al netto del contesto specifico, la lezione utile è la standardizzazione: prompt, template e controlli per evitare incoerenze su prezzi, condizioni e messaggi.
Impatto pratico: riduci il lavoro ripetitivo nella preparazione di proposte.
Conseguenza: entro un mese puoi accorciare il ciclo “brief → prima bozza” con un processo controllato.
Micro-azione: crea 1 template unico (offerta, email, call recap) e una checklist di verifica.
Tra agenti più integrabili, attenzione al retrieval e vincoli infrastrutturali, la priorità resta operativa: misurare qualità e tempi, definire controlli e fare piccoli pilot con dati reali prima di estendere l’uso in azienda.