Tech Digest: agenti AI su desktop, rischio prompt injection e orchestrazione
- Prompt injection: limita AI su email e input esterni
- Agenti desktop: definisci perimetro e cartelle consentite
- Orchestrazione: aggiungi controlli, log e approvazioni
- Coding con AI: vieta segreti nei prompt, test obbligatori
- Email AI: prova in sandbox prima del rollout
Questa settimana il focus è sull’AI operativa: agenti che lavorano su file locali, ma anche nuovi rischi concreti su email e dati sensibili. In evidenza anche un concetto utile per rendere gli agenti gestibili in azienda: l’orchestrazione.
Prompt injection: un’email può far “esfiltrare” contenuti ad un assistente AI
Un caso documentato mostra un classico attacco di prompt injection: un testo “non fidato” dentro un’email ha manipolato un assistente AI, inducendolo a includere nel riepilogo contenuti di molte altre email sensibili. Il punto non è l’app, ma il modello: se l’AI legge input esterni, può essere spinta a violare le regole.
Impatto pratico: rischio immediato di fuga dati via riassunti e automazioni email.
Conseguenza: rivedere l’uso di AI su caselle con dati legali, sanitari o finanziari.
Micro-azione: separa mailbox “sensibili” e disattiva riassunti/azioni automatiche su mittenti esterni.
Fonte: simonwillison.net — Leggi
Claude Cowork: anteprima di un agente desktop che lavora su file, senza codice
Anthropic ha introdotto Cowork in preview, integrato nell’app Claude Desktop per macOS e pensato per attività quotidiane “da ufficio” sui propri file. È una proposta di agente generalista: può combinare lettura di documenti, sintesi e operazioni guidate dall’utente. Utile, ma va valutato con attenzione su permessi e perimetro dei dati.
Impatto pratico: automazione di task ripetitivi su documenti e cartelle di lavoro.
Conseguenza: serve definire quali cartelle/dati possono essere indicizzati o letti dall’agente.
Micro-azione: crea una cartella “lavoro per AI” con materiali non riservati e test controllati.
Che cos’è l’orchestrazione degli agenti AI (e perché serve alle PMI)
L’orchestrazione degli agenti AI è l’insieme di regole e strumenti per far collaborare più agenti e automazioni: chi fa cosa, in che ordine, con quali controlli e limiti. È un tema pratico quando si passa da “chat” a processi: approvazioni, log, fallback e gestione degli errori diventano essenziali.
Impatto pratico: riduce errori e rende replicabili i flussi AI.
Conseguenza: senza orchestrazione, le automazioni scalano male e aumentano i rischi.
Micro-azione: mappa un processo (es. preventivi) e definisci step, controlli e punto di approvazione.
Generative coding: assistenti AI per scrivere e mantenere software
Il coding assistito da AI continua a consolidarsi come caso d’uso aziendale: supporto nella scrittura, revisione e debugging del codice. Per PMI e studi, il valore è soprattutto nel ridurre tempi su attività standard e aumentare la copertura dei test. Resta centrale la revisione umana e la gestione di segreti/chiavi nei repository.
Impatto pratico: velocizza manutenzione e prototipi, se governato.
Conseguenza: servono regole su cosa si può incollare nel prompt e come validare output.
Micro-azione: adotta una checklist: niente segreti nei prompt, test minimi obbligatori, code review.
Fonte: MIT Technology Review — Leggi
Confronto tra app email con AI: criteri pratici prima di scegliere
Un confronto tra due app email con funzioni AI mette sul tavolo differenze di approccio: automazioni, qualità delle sintesi, gestione della posta e integrazioni. Per professionisti e PMI, il punto chiave non è la “migliore”, ma le condizioni d’uso: dove passano i dati, quali permessi servono e quanto controllo si ha sulle automazioni.
Impatto pratico: scelta più consapevole di strumenti AI sulla posta.
Conseguenza: l’adozione affrettata può esporre a errori e rischi di riservatezza.
Micro-azione: prova su una casella non critica e valida policy, permessi e log prima del rollout.
Gli agenti AI stanno entrando nei flussi quotidiani, ma l’operatività va bilanciata con controlli: permessi, separazione dei dati e approvazioni. Se oggi usi AI su email e file, tratta gli input esterni come non fidati e rendi i processi osservabili e verificabili.