Tech Digest: AI operativa, sicurezza e infrastruttura (3 gennaio 2026)
- Mappa carichi inference e requisiti prima di comprare GPU
- Definisci policy prompt e revisione output per i team
- Crea registro di modelli, API, plugin e dati usati
- Semplifica prompt e flussi: rimuovi vincoli non necessari
- Nomina owner di processo e metriche prima del pilot
Questa settimana: alcune mosse su infrastruttura AI, sicurezza della “catena” di strumenti e lezioni pratiche su adozione interna. Focus su cosa cambia davvero per PMI e studi nei prossimi 30 giorni, tra scelte tecniche e governance.
AI inference: Nvidia punta su Groq e cambia la conversazione sulle GPU
VentureBeat analizza un accordo di licensing tra Nvidia e Groq e lo interpreta come un segnale: l’AI “in produzione” potrebbe separarsi sempre più tra workload diversi, con hardware e stack meno generalisti. Per chi compra o noleggia capacità di calcolo, il tema diventa scegliere dove ottimizzare costi e latenza.
Impatto pratico: budget e architetture AI potrebbero richiedere scelte più mirate già in fase di preventivo.
Conseguenza: rischio di sovra-dimensionare GPU “general purpose”. Micro-azione: mappa 2–3 carichi inference e i requisiti (latenza, throughput, costo).
Grok Business/Enterprise: promessa di “vault” e tema deepfake sullo sfondo
xAI annuncia piani Business ed Enterprise per Grok, presentandoli come opzioni per uso in team e in contesti organizzativi, con enfasi su funzioni di sicurezza/gestione (incluso un “vault”). La notizia arriva mentre continuano discussioni pubbliche su deepfake e affidabilità dei contenuti generati.
Impatto pratico: se valuti un assistente AI per l’ufficio, serve una checklist minima di sicurezza e policy d’uso.
Conseguenza: possibili rischi reputazionali e di trattamento dati. Micro-azione: definisci cosa può/non può essere inserito nei prompt e un processo di revisione output.
Visibilità sulla supply chain AI: sette passi prima che diventi un incidente
Un pezzo operativo su come aumentare la visibilità sulla “supply chain” dell’AI: modelli, API, strumenti, dati e dipendenze che entrano nei processi aziendali. Il punto chiave è che l’adozione di agenti e automazioni aumenta la superficie di rischio, e senza inventario e controlli si lavora al buio.
Impatto pratico: più AI nei flussi = più terze parti e integrazioni da governare.
Conseguenza: audit e incident response diventano più difficili. Micro-azione: crea un registro (anche foglio) di modelli, plugin, API e dati usati.
Notion: la “svolta AI” è arrivata semplificando schema e istruzioni
VentureBeat racconta che, nei test con LLM e approcci “agentici”, Notion ha ottenuto risultati migliori riducendo complessità: meno schemi rigidi, meno “istruzioni pesanti”, più semplicità nel modo in cui si struttura il lavoro del modello. La lezione è applicabile a chi progetta automazioni interne senza un team R&D.
Impatto pratico: per molte attività, prototipi semplici funzionano meglio e costano meno.
Conseguenza: si riduce tempo perso in over-engineering. Micro-azione: riprova il tuo prompt/flusso tagliando campi, vincoli e regole non essenziali.
Adozione interna dell’AI: contesto di dominio, tool e “problemi IT” contano
Simon Willison riprende Will Larson: l’adozione dell’AI su problemi reali non è solo “scegliere il modello”, ma un mix di conoscenza del dominio, familiarità con gli strumenti e aspetti IT classici (accessi, dati, integrazioni, qualità). Senza questi tre elementi, i progetti interni rischiano di non scalare.
Impatto pratico: l’AI funziona se c’è ownership del processo e dati accessibili.
Conseguenza: iniziative “top-down” possono bloccarsi presto. Micro-azione: nomina un responsabile di processo e definisci dataset, permessi e metriche prima del pilot.
Fonte: simonwillison.net — Leggi
Se stai pianificando progetti AI nel Q1, parti da inventario (strumenti e dati), policy d’uso e un pilot misurabile. Le decisioni su infrastruttura e sicurezza diventano presto operative: meglio ridurre complessità e chiarire responsabilità prima di scalare.