Tech Digest: protezione dalle frodi con AI e deepfake
- Mappa i flussi critici: pagamenti, accessi, cambio coordinate
- Introduci verifiche fuori banda per richieste sensibili
- Riduci eccezioni e urgenze nei processi di approvazione
- Forma il team su segnali tipici di deepfake
- Documenta e testa le procedure anti-frode ogni mese
L’uso dell’AI sta rendendo più credibili e scalabili le frodi, soprattutto via voce, video e canali di assistenza. In questo digest: una notizia con indicazioni operative per ridurre il rischio nel breve periodo.
AI e frodi: 4 misure per ridurre il rischio di deepfake in azienda
Le frodi abilitate dall’AI (come deepfake vocali e video) aumentano l’efficacia di social engineering e truffe nei processi di pagamento, onboarding e supporto. L’articolo propone pratiche di base per “deepfake-proofing”, cioè introdurre controlli e procedure che non si basino solo su ciò che si vede o si sente.
Impatto pratico: riduce il rischio di autorizzazioni e pagamenti basati su identità falsificate.
Conseguenza: rivedere entro 30 giorni i flussi “ad alta fiducia” (pagamenti urgenti, cambio IBAN, reset account).
Micro-azione: aggiungi una verifica fuori banda (callback su numero noto o ticket interno) per richieste sensibili.
Se una richiesta sembra urgente e “autentica”, oggi non basta più voce o video per fidarsi. Il passo pratico è mappare i processi critici e aggiungere verifiche indipendenti, documentate e ripetibili dal team.